Mercoledì 13 Giugno 2012

Test Match - Come il gatto col topo

Il primo turno dei test match di giugno restituisce al rugby europeo tutto quel senso di inferiorità rispetto al panorama australe del quale si era così faticosamente liberato durante lo scorso mondiale. In vista dei prossimi test tuttavia ci sono molti aggiustamenti tecnici da approntare per rialzare la testa e qualche scusante a cui appigliarsi.

TUTTA UN’ALTRA MUSICA – Se si considerano i ritmi di gioco il paragone tra le squadre europee e le protagoniste del defunto Tri Nations viste sabato scorso risulta a tratti impietoso. A tratti sì, perché è apparso chiaramente dai test che la capacità di Irlanda, Galles e Inghilterra di impegnare i loro avversari sul piano della mole di gioco sia performante solo per alcuni momenti nel corso della gara ma se non viene ponderato con precisione quando questo momento debba prender vita, cosa spesso impossibile, o se più semplicemente non porta punti sul tabellone la reazione inevitabile degli avversari viene subita dagli europei con danni macroscopici. Vero è che questi test sono davvero difficili da interpretare per i noti problemi di date che le tournée da sempre pongono, i giocatori europei per loro stessa ammissione faticano a trovare anche le motivazioni psicologiche necessarie a giocare partite così importante alla fine delle loro interminabili stagioni di club. Questa sostanzialmente è la scusante che può far in qualche modo non disperare il rugby europeo: staff e giocatori sono esausti e quest’anno oltretutto non si sono sostanzialmente fermati da dopo il mondiale. Tutto sicuramente vero e condivisibile ma senza dubbio All Blacks, Wallabies e Springboks sabato hanno giocato mediamente a una velocità irraggiungibile per i loro avversari e l’unico interrogativo a disposizione a questo punto per i tecnici europei è come fare raggiungere tale velocità.

ALL BLACKS vs IRLANDA – Gli All Blacks sabato hanno viaggiato semplicemente a ritmi che gli irlandesi sono riusciti a sopportare per pochi minuti della gara. Grave poi è il fatto che quelli che hanno commesso errori sono stati proprio i Campioni del Mondo, autori nel solo primo tempo di 8 errori gratuiti di handling mentre gli irlandesi non sono riusciti né col gioco sequenziale né coi palloni di recupero a fare mai male ai tuttineri. Da notare però una certa propensione dell’arbitro Owens a premiare il gioco neozelandese, soprattuto nel primo tempo in più momenti decisivi il gallese è stato sempre portato a favorire i padroni di casa. Per il prossimo test l’Irlanda deve provare a rallentare il più possibile il gioco All Blacks, impegnando fisicamente i propri avversari più di quanto non sia successo sabato scorso tentando di imbragare i ball carrier il più possibile per avere turn over e frustrare i neozelandesi. In più gli uomini del trifoglio devono rendere la vita impossibile agli esordienti, soprattuttoAaron Smith sabato è stato lasciato troppo sereno nel suo orchestrare il gioco della mischia e col suo passaggio molto preciso ha fatto male servendo sempre bene Carter. Savea poi proprio non può fare 3 mete al suo primo cap.

SUDAFRICA vs INGHILTERRA – I sudafricani hanno fatto sapere, tramite le parole del tallonatore Du Plessis, che avrebbero preferito trasformare la partita in una rissa da strada. Beh in un certo senso ce l’hanno fatta, nel solo senso anzi in cui poteva essere intesa questa dichiarazione: hanno intimidito gli inglesi, ebbene sì, gli orgogliosi inglesi sono stati colpiti nel profondo, sicuramente perché giovanissimi, inesperti, muscolarmente non tutti pronti alla battaglia ma pezzo dopo pezzo hanno perso confidenza e si sono fatti portare con facilità sul piano preferito dagli Springboks, quello della guerra di trincea, della lotta, delle cariche a mille, della pulizia feroce dei raggruppamenti. Gli inglesi sono stati sempre intrappolati attorno ai punti di incontro ma soprattutto hanno avuto poco il pallone in mano e quando ce l’hanno avuto hanno giocato poco, soprattutto direi rischiato poco. L’unica azione corale inglese è arrivata alla fine della partita quando psicologicamente Robshaw e soci si sono liberati dallo stress della gara, ormai persa, e hanno orchestrato una serie di fasi che hanno esplorato meravigliosamente tutto il campo portando i pesanti Springboks a inseguirli faticosamente. Lancaster deve necessariamente ricominciare da qui e far rischiare i suoi di più in attacco tentando di resistere il più possibile alla prova fisica a cui saranno chiamati in difesa magari contestando i palloni a terra solo quando è chiara la possibilità di recupero e preoccupandosi di più di alternare gli uomini attorno al raggruppamento, quelli più stressati in questa fase. Anche se è più facile a dirsi che a farsi crediamo che l’Inghilterra possa vincere almeno uno dei due test che le rimangono, forse più probabilmente tra due settimane, quando si tornerà a giocare al livello del mare.

AUSTRALIA vs GALLES – Questa è stata sicuramente la partita più equilibrata del fine settimana anche se i gallesi sono sembrati davvero esausti, stanchi oltre ogni limite. Se il Galles fosse oggi quello del 6 Nazioni senza dubbio staremmo parlando di un risultato diverso ma tant’è e c’è poco da fare, se non riuscire a ritrovare le energie perdute per accelerare nel corso della partita quando i Dragoni riescono a imbastire il gioco a cui ci hanno abituati e così punire i Wallabies nelle loro importanti amnesie difensive. Cosa abbiano cambiato invece gli australiani dalla sciagurata e ventosissima partita di settimana scorsa persa contro la Scozia risiede sicuramente nell’atteggiamento, soprattutto dei loro due spettacolari playmaker Genia, Man of the Match sabato se mai ce n’è stato uno, e Barnes, finalmente impeccabile. L’Australia tenterà di sicuro di ripetersi, psicologicamente più sicura, mentre il Galles deve solo ritrovarsi e recuperare le energie perse pensando che mancano due gare al riposo, solo due gare.

AZZURRI (ndr) - E l'Italia? Non ce la siamo sentita di scrivere qualcosa sulla (pare!) pessima prestazione azzurra contro i Pumas. Avendo visto pezzi di partita con uno streaming traballante e poi interrotto del tutto è impossibile fare un giudizio. Forse, da un lato, è stato meglio non vedere...

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Pietro Lagorio - Redazione 4rugby

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